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Fino
a non molti anni fa le vetture e moto più prestigiose si differenziavano
da quelle di gran serie anche per il superbo aspetto della verniciatura:
presentavano infatti un lucido morbido e profondo che valorizza una
maestosa continuità di linea e di curve, attraverso la completa assenza di
buccia d'arancia. Questo risultato era
raggiungibile - e lo è tuttora - attraverso un'abile e paziente
preparazione dei fondi e la finitura con smalti da sottoporre a polimento
e lucidatura. La preparazione dei fondi era ottenuta sovrapponendo ad
antiruggini grasse o grasso-sintetiche (spesso contenenti pigmenti attivi
tecnicamente validi anche se oggi non più usati) un impressionante numero
d rasate sottili di stucchi a spatola (pure di natura grassa o
grasso-sintetica) che un paziente e sapiente lavoro di levigatura - spesso
eseguita con pietra pomice in pani - lasciava le lamiere prive di
imperfezioni. Un'appropriata scelta di isolanti, pure da levigare con
cura, portava la vettura ad essere pronta a ricevere la mani di smalto di
finitura. Per questa finitura, incontrastati per anni sono stati gli
smalti alla nitrocellulosa. Nelle loro formulazioni più pregiate,
attraverso la modifica con resine sintetiche speciali, hanno portato alla
realizzazione di filmi con caratteristiche non solo estetiche, ma anche
tecniche, di tutto rispetto.
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Unico svantaggio dei prodotti nitro è
infatti la bassa resistenza ai solventi e ad alcuni aggressivi chimici che
purtroppo negli ultimi anni si sono assai diffusi nell'atmosfera e negli
usi quotidiani. Al contrario, le caratteristiche ottiche di alto
livello di una finitura EXTRALUCIDO - facilmente ripristinabili in caso di
affievolimento con una semplice lucidatura con Polish - restano
ineguagliate. La difficoltà di avere una mano d'opera tecnicamente
preparata, sufficientemente scrupolosa e paziente, nonché gli inevitabili
costi che da questo fatto derivano, rendono questi cicli di finiture
classiche, particolarmente pregiati ed apprezzati. |